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sabato 2 agosto 2014

Perché non riesco a stare a dieta?

Ci sono almeno due motivi che possono spiegare la difficoltà a seguire una dieta: il primo è perché fai unaprima colazione troppo poco ricca, e il secondo è perché continui a usare dolcificanti artificiali, anche se a basso contenuto calorico, per addolcire i tuoi cibi.
Una dieta ben impostata deve partire dalla prima colazione. La maggior parte dei consigli dietetici che vedo nella mia pratica clinica limitano le calorie, con tristi prime colazioni a base di una fetta biscottata spalmata con un velo di marmellata senza zucchero e una tazza di tè, che forniscono all'organismo un quantitativo minimo di calorie e che non sono certo sufficienti a generare senso di sazietà.
La prima colazione dovrebbe dare un segnale di ricchezza, cui l'organismo risponde producendo leptinache è un ormone che stimola il dimagrimento e il consumo di grasso nell'organismo.
Di fronte a un segnale di povertà, come una prima colazione misera, l'organismo percepisce uno stato di carestia e giustamente abbassa il metabolismo.
Qualunque caloria in eccesso viene quindi trasformata in grasso e utilizzata come energia di riserva. Se poi dopo poco tempo, si interrompe la fatica dimagrante e si ricomincia a mangiare normalmente spesso si riprendono velocemente (con gli interessi) il peso perso.
Per chi ha il tuo stesso problema, se devi per forza usare solo 1.200 calorie in tutta la giornata, 600-700 andrebbero mangiate nella prima ora dal risveglio che rappresenta il momento migliore per trasformare in energia quello che si mangia e per stimolare il metabolismo.
Una prima colazione completa dovrebbe comprendere una parte di proteine e una parte di carboidrati ben bilanciate insieme in modo da evitare picchi glicemici e ipoglicemie reattive che rischiano di minare la propria capacità di seguire la dieta.
Poi c'è l'aspetto della dolcificazione: devi sapere che i nostri geni non sono mai stati abituati ad avere a disposizione grandi risorse di sostanze dolci, e così l'essere umano si è evoluto, nell'ultimo milione di anni, per capire che quando c'è un segnale zuccherino (dovuto all'utilizzo di zuccheri semplici, di miele, di stevia, di dolcificanti ipocalorici ecc.) il nostro organismo viene stimolato a fare man bassa di carboidrati, se non nello stesso pasto, sicuramente in quello successivo.
L'utilizzo di dolcificanti artificiali si rivela quindi un boomerang che ci spinge a introdurre più carboidrati semplici rischiando di interrompere la dieta.
Nella colonna qui a sinistra troverai tutta una serie di approfondimenti utili per comprendere fino in fondo quello che ho riassunto in poche righe.
Per finire, in casi come questo, in cui si ha la sensazione di non riuscire a controllarsi, la differenza viene fatta dallapersonalizzazione del percorso da seguire.
Affidati ad un professionista che sappia individuare le tue necessità specifiche e stilare un programma ad hoc. Ritroverai forma fisica e buon umore.#EK

venerdì 18 luglio 2014

Dimagrire con gli Shirataki

Sapevate che il Giappone è uno dei pochi paesi industrializzati a non avere problemi di obesità?
Secondo uno studio condotto qualche anno fa dai ricercatori dell’Università di Harvard insieme a quelli dell’Imperial College e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pare proprio che il Giappone detenga il primato delle persone più magre. Ma a cosa sarà dovuta tanta fortuna? Alla legge contro l’obesità entrata in vigore qualche anno fa? Forse no, anche perché i nipponici sono sempre stati noti per il loro fisico asciutto e snello. O magari alle loro antiche e moderne tradizioni culinarie che privilegiano alimenti come le alghe, il natto, il pesce, il riso, gli shirataki e le zuppe di miso? Forse sì, anche se le cause andrebbero ricercate pure altrove.


A noi, però, non interessa porre l’accento sulla magrezza dei giapponesi bensì su uno dei loro cibi più tradizionali, stiamo parlando degli shirataki, ovvero i classici spaghetti giapponesi unicamente composti da fibre solubili provenienti dalla radice di una pianta asiatica chiamata Konjac. Questa pianta è ricchissima di glucomannano, una fibra alimentare priva di calorie e dagli effetti benefici che viene spesso utilizzata nei prodotti dimagranti.


 

Gli shirataki e la dieta



La pasta shirataki, oggi piuttosto nota per via della sua presenza nella dieta Dukan, è perfetta per chi vuole dimagrire in quanto è priva di carboidrati, grassi, proteine, glutine e lattosio, ha un bassissimo apporto calorico (solo 10 calorie per 100 gr) e, come già detto, ha un altissimo contenuto di fibre che le conferisce un immediato e prolungato potere saziante. Le fibre solubili, infatti, sciogliendosi solo parzialmente nello stomaco formano un gel che, rallentando lo svuotamento gastrico, produce un senso di sazietà duraturo. Per tutti questi motivi gli shirataki sono quindi ideali non solo per chi vuole dimagrire seguendo una dieta povera di carboidrati, ma anche per chi è allergico o intollerante all’amido di frumento, al glutine e al lattosio.


Se inseriti in una dieta dimagrante, gli shirataki possono essere utilizzati come una valida alternativa alla pasta ma non assolutamente come sostituti dei carboidrati, poiché anche durante un regime dietetico povero di glucidi è indispensabile che il nostro corpo riceva un buon apporto quotidiano di carboidrati in modo da affrontare la giornata con energia, ancor più se si pratica uno sport. Dunque qualora decidiate di sostituire la comune pasta con quella giapponese, assicuratevi di assumere comunque una buona dose di carboidrati, almeno per colazione e pranzo, attraverso il pane integrale o altre fonti di carboidrati complessi.


Per rendere apprezzabili gli shirataki, che ricordiamo sono privi di sapore, si dimostra fondamentale la scelta del condimento che, oltre a renderli più gustosi, incrementa pure la quantità calorica della pietanza. Detto ciò, se non volete rischiare di rendere la pasta eccessivamente calorica, dovrete fare parecchia attenzione alla selezione delle salse e dei condimenti.


Gli effetti benefici



Secondo alcuni studi gli shirataki hanno anche notevoli effetti benefici e salutari. Tra i più importanti citiamo:

- l’abbassamento del glucosio nel sangue, ideale per scongiurare i temuti picchi glicemici. Per questo motivo, la pasta shirataki è perfetta per i diabetici;

- l’accelerazione del metabolismo;

- la riduzione del colesterolo in poche settimane;

- la diminuzione della costipazione e il miglioramento del transito intestinale anche nei bambini e nelle donne in gravidanza;

- la prevenzione di alcune patologie come il cancro al colon.#EK

mercoledì 11 giugno 2014

In palestra, che corso scelgo per allenarmi?

Tonificare, dimagrire o divertirsi. In base all'obiettivo c'è un'attività fisica per te. Guida alla scelta "su misura" del corso fitness perfetto.


I buoni propositi ci sono tutti: iscritta in palestra, ti prometti costanza e impegno per mesi. Già, ma qualecorso frequentare? Da un lato l'offerta è tanta, dall'altro non sempre è chiara la tipologia diattività fisica che il centro fitnesspropone.
Una scelta sbagliata potrebbe portare direttamente alla rinuncia e far sentire l'allenamento come una fatica noiosa, quando invece andrebbe preso come divertimento. Il miglior modo per restare in forma con tenacia.
Ecco una guida alla scelta dei tradizionali corsi delle palestre, con la suddivisione in cosa fanno, come si svolgono e per chi sono indicati. Senza dimenticare le calorie bruciate.#EK