lunedì 7 luglio 2014

Combattere il caldo con 10 rimedi naturali

Come ritrovare il benessere d'estate


Soffri l'afa? Melone e anguriadissetano, oltre a possedere virtùdiuretiche: invece del gelato, più calorico e ricco di zucchero, fai merenda con i frullati. Inizia con il buon giorno: frutta fresca tagliata la sera prima, tè e un tramezzino... Un tocco di fresca golosità, perfetto per affrontare il caldo con buon umore!
Cosa fare per dare sollievo alle gambe gonfie? Se in pausa pranzo sei a casa adotta la strategia di distenderti sul divano, tenendo le gambe sollevate per qualche minuto. A fine giornata immergi i piedi in un catino di acqua tiepida, dove gettare due pugni di sale grosso o bicarbonato. Aggiungi qualche goccia di olio essenziale di menta, lavanda, o arancio amaro. Poimassaggia le gambe dal basso verso l'alto con un olio profumato e dedicati un quarto d'ora sul divano. Ricorda che puoi mescolare gli oli essenziali  e una base (per esempio, olio al karitè o a base di avocado) creando la tua formula personalizzata. Di notte dormi con un cuscino sotto le gambe: puoi aiutarti a tenerle alzate anche infilando una valigia o uno spessore tra la rete e il materasso: strategia usata dallehostess, abituate ai lunghi viaggi. Sei al mare? Via libera allepasseggiate avanti e indietro lungo il bagnasciuga, con le caviglie immerse nell'acqua.
La mattina, prima di uscire di casa, chiudi le tapparelle in modo da preservare l'ambiente dal caldo: potrai riaprirle con il fresco della sera. Nel caso, valuta l'idea di un ventilatore da soffitto, che contribuirà a abbassare la temperatura di qualche grado mantenendo contenuti i costi. Scegli tende di tessuto chiaro da appendere alle finestre e per ridurre l'afa cerca di tenere spenti gli elettrodomestici, o evita di utilizzarli nelle ore più calde. Aumenta il quoziente di verde fuori... e dentro casa: alberi e pianti hanno effetti benefici contro il caldo.
La merenda della nonna è un'abitudine salutare anche da adulti: il pane con un filo d'olio profumato e un pizzico di sale ti aiuterà se soffri di pressione bassa. Per fare scorta di liquidi e sali minerali sfrutta acqua, frutta e verdura, da mangiare nei pasti principali e come spuntino: ottime le banane, ricche di potassio, anguria e melone. Insalate, yogurt, cibi semplici e poco manipolati per una dieta leggera e colorata. Tieni una borraccia in borsa: ti permetterà di conservare fresca l'acqua e dissetarti con piccoli sorsi frequenti, un comportamento più corretto rispetto a chi beve grosse quantità di acqua in poco tempo.
La doccia? La temperatura ottimale è tiepida. Utilizzando acqua fredda, infatti, il corpo soffrirà in maniera ancora più pronunciata la differenza. Quando sei sotto la doccia usa un olio essenziale di arancio amaro o mentolo da mescolare al bagnoschiuma o all' olio naturale. Se la cremarisulta appiccicosa sulla pelle sostituiscila: chiudi per un attimo il getto d'acqua emassaggia il corpo con un olio naturale oppure unamaschera fai da te in cui mescolare un barattolo di yogurt e miele. Effettobenessere assicurato.
Per proteggersi dal caldo non servono vestiti eccessivamente scollati: specialmente se eccessivamente aderenti o in nylon e materiali acrilici potrebbero ottenere l'effetto opposto. Prediligi cotone e lino: le fibre naturali, quale la canapa, aiutano a mantenere fresca la pelle. E ricordati di scegliere colori chiari, dal bianco all'azzurro polvere o l'arancione di tonalità sfumate.#EK

giovedì 3 luglio 2014

fondiregionali.it

Il mal di pancia dei bambini, i segnali per capire se la causa è fisica o psicologica

‘Mamma, mi fa male la pancia!’ Quante volte ve lo hanno detto i vostri figli?' A volte è facile capirne la causa: un virus che gira a scuola, troppo cibo spazzatura oppure un po' di 'mal di scuola' o di stanchezza. Ma a volte non si riesce a capire il perché. Nostrofiglio.it ha stilato un manuale per genitori in ansia con l'aiuto di due esperti

‘Mamma, mi fa male la pancia!’ Quante volte ve lo hanno detto i vostri figli?'
A volte capire la causa del mal di pancia di un bambino è facile: troppo ‘cibo spazzatura’ ingurgitato nei due giorni precedenti, oppure un po’ di mal di scuola o semplicemente voglia di essere lasciati in pace a casa davanti alla Tv, anziché dover andare all’odiosissimo corso di qualcosa. Spesso però i genitori non riescono a individuarne il motivo e giustamente vanno in ansia.
Nostrofiglio.it ha stilato un mini manuale per genitori alle prese con il mal di pancia dei figli per aiutarli a capire meglio i segnali, quindi le possibili cause e come comportarsi.
Una premessa è d’obbligo: i genitori pensano che nella stragrande maggioranza dei casi la causa del mal di pancia sia una patologia organica, cioè qualcosa di fisico. Ebbene, non è così. “Il mal di pancia dei bambini soltanto nel 10% è riconducibile a cause organiche” dice il Prof. Paolo Lionetti, responsabile di Gastroenterologia pediatrica dell’ospedale Pediatrico Anna Meyer, Università di Firenze. Nel 90% dei casi si tratta di cause psicologico-emotive.
Partiamo però dalle cause fisiche e dai relativi campanelli d’allarme.

1) Mal di pancia, i segnali per capire se la causa è fisica

Una semplice infezione gastrointestinale, un’appendicite, la celiachia: “Le patologie da cui può derivare un mal di pancia possono essere varie,” dice Lionetti “ma ognuna di esse ha sintomi peculiari che il pediatra è in grado di identificare”.
I sintomi che devono destare preoccupazione e che “noi medici consideriamo bandierine rosse”, dice Lionetti, sono:
- il bambino riferisce mal di pancia in un punto ben preciso;
- risveglio notturno per il dolore;
- febbre;
- rallentamento della crescita;
- diarrea;
- vomito associato a dolore;
- infiammazione intorno all’ano;
- calo di peso;
- sangue nelle feci.
Senza considerare che, molto più banalmente, un attacco acuto – acuto, non ricorrente! - di mal di pancia può esser dovuto ad una semplice indigestione da junk food, cioè cibo spazzatura. Ma si tratta di disturbi passeggeri, che si risolvono da sé in breve tempo.
PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO PER LE VISITE D'URGENZA
I bambini vanno visitati in urgenza se presentano dolore addominale nelle ore successive a un trauma della regione interessata. Nelle situazioni di urgenza o nell'impossibilità di contattare il proprio pediatra, il Pronto Soccorso rappresenta la struttura di riferimento, aperta 24 ore su 24, in grado di offrire una completa assistenza. (Fonte: Ospedale pediatrico Bambini Gesù)

2) Se il bambino lamenta spesso mal di pancia, è consigliabile una visita dal pediatra

Se il mal di pancia è un disturbo ricorrente, è sempre bene andare dal pediatra, che innanzitutto rivolgerà alcune domande specifiche per capire quando e come si presenta il dolore. Il medico effettuerà poi una visita generale, che include un’ispezione della regione anale.
Se necessario, prescriverà alcuni esami del sangue - emocromo, test per la celiachia e alcuni indicatori di infiammazione – e un esame delle urine. Se c’è diarrea, un esame parassitologico delle feci.

3) Se il mal di pancia è ricorrente e il controllo pediatrico è ok, la causa può essere emotiva

Se tutti gli esami sono negativi, la visita pediatrica non ha rilevato nulla di particolare e la crescita del bambino è regolare, il pediatra può arrivare alla conclusione che si tratta dolori addominali ricorrenti di tipo funzionale, cioè non legati a una malattia ma la pancia fa male davvero.
Perché viene un mal di pancia funzionale? “Ci sono bambini che risentono maggiormente delle condizioni di stress ambientale” dice il prof. Lionetti. Si può trattare, per esempio, di bambini bravi a scuola e nelle varie attività che svolgono, ma proprio per questo sono esposti ad aspettative eccessive o soffrono di ansia da prestazione.
“Questo stress viene scaricato sulla pancia, grazie aduna maggiore sensibilità dolorifica a livello degli organi addominali. Un po’ come succede con il mal di testa, che non a caso nei bambini il più delle volte nasconde una causa emotiva,” spiega Lionetti.

4) Il mal di pancia, i segnali per capire se è psicologico

Alla base del mal di pancia funzionale vi possono essere cause di per sé banali ma che per il bambino sono importanti. Una lite tra amichetti, una sorella che fa i dispetti, una maestra severa, un insuccesso nell’attività sportiva: sono tutti eventi che, in bambini emotivamente più fragili, producono una sensazione spiacevole che può sfociare nel mal di pancia.
“E’ come se il bambino non si sentisse abbastanza ‘equipaggiato’ per affrontare certe problematiche del mondo esterno e, proprio attraverso il mal di pancia, cercasse rifugio nell’ambiente famigliare, percepito come luogo accogliente e comprensivo, che li calma e li consola” dice Rosanna Martin, psicologa psicoterapeuta dell’ospedale Pediatrico Anna Meyer, Università di Firenze.

5) Che cosa fare se il mal di pancia è psicologico? Stimolare il bambino ad affrontare da solo le difficoltà

Se il mal di pancia risulta psicologico “occorre riflettere sul comportamento di noi genitori, che spesso, nel desiderio di spianare la strada ai nostri bambini e non causare loro frustrazioni, tendiamo a facilitare la loro vita e risolvere i problemi al posto loro” sostiene Martin.
Giusto per capirci, se il figlio litiga con il compagno, non bisogna suggerirgli le risposte da dargli o, peggio ancora, andare a lamentarsi con la mamma del compagno; se la maestra in classe a volte urla, meglio evitare di andare dalla maestra e ‘rimproverarla’ perché causa mal di pancia al figlio. A meno che non si tratti di comportamenti eccessivi, ovviamente.
Insomma, fargli trovare ‘la pappa pronta’ non solo non risolve il problema, ma gli dà la sensazione di essere incapace di affrontare autonomamente e con sicurezza le difficoltà che incontrerà inevitabilmente nella vita futura.
Certo, quando ha mal di pancia è giusto rispondere al suo bisogno, ad esempio portandolo a casa da scuola o dal parco, ma in altri momenti della giornata bisogna stimolarlo serenamente ad affrontare il suo problema e a individuare da solo strategie di comportamento per risolverlo, ponendogli domande e spronandolo a trovare risposte.
“Ricordiamoci che con qualunque nostro atteggiamento rimandiamo al bambino un’immagine di sé: e l’immagine che è giusto rimandare non è quella di un bambino bisognoso di esser protetto sotto una campana di vetro, ma di un bambino che ha tutto quel che gli serve per sbrigarsela da solo” sottolinea la psicologa.

6) Non servono terapie e non serve mettere a “dieta in bianco” il bambino

Il mal di pancia psicologico non è una malattia organica e per questo non occorre alcuna medicina. Né è utile mettere il bambino a dieta, perché non vi è alcuna dimostrazione scientifica che determinati alimenti possano nuocere al bambino. Anche se è il caso di ribadire che un'alimentazione corretta e equilibrata è d'obbligo. Leggi Il bambino sano mangia così
“E’ ovvio che se il bambino ha una diarrea acuta, con scariche molto frequenti, è necessario offrirgli da bere una soluzione reidratante orale per reintegrare i liquidi persi” dice Lionetti. “Ma per il resto non servono diete di esclusione – che anzi potrebbero esser dannose – e non serve farlo mangiare in bianco: quando il bambino avrà di nuovo fame, potrà ricominciare ad assumere quello che vuole.
In caso di diarrea, tensione addominale e formazione di gas, possono essere d’aiuto i probiotici, mentre è inutile eliminare il latte o usare latti ad alta digeribilità, a meno che non sia accertata un’intolleranza al lattosio”.#EK

Il vino: una bevanda dalle infinite proprietà benefiche

Sarà merito del clima o del suolo o anche, perché no, degli agricoltori dediti alla vigna. Fatto sta che, l’Italia è uno dei paesi più fruttuosi quanto a produzione di vino e anche champagne. Non a caso, in Italia, il vino è una vera e propria passione alla quale, dati alla mano, non si può, e non si vuole, rinunciare.

Si tratta, infatti, di una straordinaria bevanda talora delicata, tal altra decisa ma sempre, e comunque, elegante. Non a torto, infatti, il vino, dal punto di vista delle proprietà organolettiche, è una delle bevande più composite e affascinanti, decantata fin dalla notte dei tempi.
Addirittura, questa bevanda, sempre se assunta nelle dovute quantità, può avere degli effettidavverobenefici che variano a seconda che si parli di vino rosso o bianco. Con riferimento al primo, le innumerevoli sostanze benefiche che lo contraddistinguono sono da attribuire alla presenza di tannini e acidi organici deboli, quali il citrico e il malico che svolgono un’importante azione antimicrobica.
Il vino bianco, invece, secondo degli studi rigorosamente scientifici, avrebbe la capacità di difendere da eventuali danni di origine cardiovascolare. Tale attività benefica, sarebbe da attribuire alla contemporanea esistenza dell'acido shikimico nonchè della quercetina; sostanze queste, in grado di stimolare un blocco parziale dell’apoptosi, cioè della cosiddetta “autodistruzione”  da parte delle cellule cardiache.
Più in generale, il vino, contiene polifenoli e pigmenti naturali che vantano proprietà antinfiammatorie, antiallergiche, infine, antivirali. Tra queste, vi sono senz’altro, il resveratrolo e la quercitina che compiono un’azione protettrice della mucosa gastrica, normalizzano il metabolismo lipoproteico e combattono altresì l'artrosi, l’arteriosclerosi, l’infarto insieme alle vene varicose.
In particolare, il resveratrolo sembra essere anche capace di impedire la proliferazione di cellule cancerogene; proprio per tale proprietà , oramai da svariati anni, è sotto osservazione dei ricercatori che ne studiano le caratteristiche, con il sogno di poter ideare, un giorno, delle cure a base di molecole naturali capaci di aggredire o, persino, prevenire le cellule tumorali.
Il vino, è, inoltre, una ricca sorgente di ferro e rame e, per tale motivo, sembrerebbe dotato di una certa validità nella composizione e sviluppo delle cellule del sangue; è per questo suggerito a coloro che sono affetti da anemia per carenza di ferro. Il vino, peraltro, è saturo di potassio, per cui stimola in maniera positiva l'attività cardiaca, favorendo il tono muscolare e stimolando la secrezione gastrica a favore di una più corretta azione diuretica.
Tornado alla differenza che passa tra vino rosso e vino bianco, spesso, anzi spessissimo, il primo è raccomandato con piatti a base di carni rosse e formaggi, mentre il secondo è consigliato con i piatti a base di pesce.
Questo perché, i tannini , di cui abbondano i vini rossi, sono soliti conferire la percezione del secco e dell’aspro e favoriscono lo scioglimento dei grassi; in tal modo, la bocca è liberata dal sapore della pietanza grassa. Mentre, il vino bianco, godendo di benefici effetti dissetanti e mineralizzanti, collabora a liberare la bocca dal gusto di pesce.#EK 

martedì 1 luglio 2014

Braccia toniche per l'estate, ecco come fare

Le braccia sono uno dei punti critici femminili, difficili da snellire e tonificare. Ecco i consigli giusti per averle al top in tempo per l'estate

Già con le prime avvisaglie della bella stagione, il pensiero corre allo stato di forma della silhouette e, spesso, non trova una bella sorpresa. Chili di troppo, pelle ruvida e cellulite sono soltanto alcuni dei regalini lasciati dall'inverno e la linea tonica e sportiva dell'estate pare solo un lontano ricordo.
Ma, niente paura: siamo ancora in tempo per riconquistare una buona forma prima che sia il momento di top smanicati e shorts rivelatori.
Tra le zone del corpo più difficili da modellare, troviamo le braccia. Infatti, non appena si mette su qualche chilo oppure si abbandona la palestra, ecco che la parte alta delle braccia lievita, mostra ritenzione idrica o, per le donne magre, prende un aspetto cadente, a tendina. Risulta quindi fondamentale agire alla fonte del problema e capire se siamo di fronte ad adipe in eccesso e ritenzione idrica oppure a mancanza di tonicità.
Per avere braccia belle e magre, è fondamentale agire su due fronti:tonificazione e smaltimento del grassoin eccesso. Perché questa strategia sia possibile, l'approccio deve essere sinergico e comprendere sia una dieta ad hoc sia un programma fitnesscompleto e mirato al raggiungimento di muscoli definiti e tonici.
Per quanto riguarda l'alimentazione ideale, la dieta quotidiana dovrebbe tenersi alla larga da zuccheri, carboidrati raffinati e grassi. Invece, l'attività fisica dovrebbe comprendere sia un lavoro aerobico (che aiuti a bruciare calorie, attivando il metabolismo) sia una bonificazione localizzata con pesi e attrezzi rimodellanti.
Pesce e carne bianca per muscoli definiti
La dieta ideale per snellire e rassodare lebraccia, punta sull'apporto proteicoma con meno grassi possibili. Dunque, le proteine ideali per un programma snellente e tonificante, sono quelle di carne bianca(pollo, tacchino) e pesce.
Gli aminoacidi, infatti, agiscono da costruttori e aiutano a modellare le fasce muscolari, potenziando i risultati ottenuti con l'attività fisica. Inoltre, in caso di sovrappeso e di ritenzione idrica, inserire questi cibi ai pasti principali permette di raggiungere più velocemente il peso forma abbassando l'indice glicemico degli alimenti ingeriti. Per ciò che riguarda la carne, meglio la varietà bianca: ha meno grassi e crea menodepositiin fegato e intestino.
Invece, via libera a tutti i tipi di pesce: anche quelli grassi (salmone, sgombro), infatti, sono buoni con salute e linea, grazie agli omega 3.
Cibi vietati? Zuccheri, carboidrati raffinati (pane e pasta bianchi), prodotti industriali (merendine, biscotti, piatti pronti), cibi in scatola (saturi di sale), salumie alcol. E le uova? Due volte alla settimana è la frequenza perfetta per frittate (al forno) e uova sode o alla coque, più volte se si opta per omelette di soli albumi(peraltro la parte più proteica e meno grassa dell'uovo).
Fondamentale è anche aumentare l'apporto idrico, bevendo almeno due litri di acquaal giorno e tisane depurative (tarassaco, bardana, cardo mariano, mate, tè verde).
Se proprio si sente la necessità di un aperitivo all'aria aperta con gli amici, scegliere succo di pomodoro, di carota o una bella spremuta d'arancia, accompagnando il tutto con un pezzetto di grana padano, bresaola (unico salume concesso) e pinzimonio di verdure crude (un pieno di vitamine e fibre).#EK

10 regole FONDAMENTALI per educare i bambini all'uso dello smartphone

Sono sempre di più i bambini della scuola primaria che possiedono uno smartphone, anche per esigenze di vita familiare. I genitori che lo hanno acquistato ai figli per poter parlare con loro si rendono però ben presto conto che non è soltanto un mezzo di comunicazione ma un nuovo mondo da gestire con cura. Nostrofiglio.it ha chiesto consiglio a Michele Facci psicologo e co-autore del volume 'Generazione Cloud. Essere genitori ai tempi di smartphone e tablet' Michele Facci, psicologo e autore di "Generazione Cloud. Essere genitori ai tempi di smartphone e tablet".

Per molti genitori lo smartphone è semplicemente un mezzo per comunicare con i figli e lo regalano quanto prima, ad altri invece fa paura e cercano di ritardare il più possibile il momento dell'acquisto. Agli uni e agli al
"Vietarlo non serve, ma non può essere dato a un bambino come gli si regala la playstation" dice Michele Facci psicologo e co-autore del volume Generazione Cloud. Essere genitori ai tempi di smartphone e tablet(Erickson). "E' importantissimo insegnare ai piccoli come usare correttamente questo mezzo".
Ecco le 10 regole per educare un bambino all'uso dello smartphone.

REGOLA 1: lo smarthphone si condivide con mamma e papà

A differenza del tablet, che appartiene a tutta la famiglia, lo smartphone è un regalo che si fa al bambino ed è quindi un suo oggetto personale. “Ma genitori devono spiegare al bambino che non è un giocattolo e che lui è ancora piccolo per usarlo da solo. Fin da subito bisogna spiegargli che deve condividerlo con mamma e papà: si guardano i messaggi che riceve e la rubrica si scrive insieme.

REGOLA 2: lo smartphone si usa soltanto quando serve

'Chiamami appena hai bisogno', 'tienilo acceso così ti posso chiamare' ' fammi uno squillo appena arrivi'. Molti genitori vivono il cellulare come uno strumento per tenere a bada le loro ansie, "ma in questo modo" avverte lo psicologo "anche i bambini assorbono l'idea che il cellulare sia un ansiolitico, e da qui il rischio che ne diventino dipendenti.
Invece lo smartphone va considerato solo per quello che è: uno strumento di comunicazione. Un telefono. Va usato solo quando serve e senza ansia.

REGOLA 3: non si usa a tavola, non si leggono messaggi mentre qualcuno parla, si spegne di notte

ll bambino va educato all'uso del cellulare con regole precise. Esattamente come si fa con la televisione o con altri giochi; come un genitore dice che non bisogna ascoltare la musica a tavola o giocare a pallone in soggiorno, nello stesso modo deve dire che non si sta al telefono a tavola, che non si leggono i messaggi mentre qualcuno gli sta parlando, che il cellulare si spegne quando si va a letto.

REGOLA 4: il bambino va educato all'uso di Internet

“Bisogna anche avvisare i piccoli dei pericoli che ci sono nell'uso degli smartphone”.
Quando si dà in mano uno smartphone a un bambino significa anche dargli libero accesso a internet. Quindi è fondamentale anche educarlo al web “ Da un'indagine Eurispes è emerso che l'80% dei genitori ha paura che il figlio su internet possa chattare con adulti, ma poi solo il 2% spiega ai piccoli quali sono i pericoli del web”.
Ai bambini invece bisogna parlar chiaro: spiegargli di stare attenti agli sconosciuti, che potrebbero essere adulti male intezionati, così come è importante avvisarli di non pubblicare foto private che li ritraggano. I bambini magari pubblicano per gioco o per attirare l'attenzione immagini potenzialmente pericolose che poi non si possono più eliminare dalla rete.

REGOLA 5: non si prende in giro o si parla male dei compagni su WhatsApp o su Facebook

Parlar male e prendere in giro un compagno è una cosa molto brutta in generale. E compito del genitore è educare al rispetto degli altri. “Inoltre va fatto capire ai bambini che bravate e scherzi a danni di altri fatti sui social o altre piattaforme digitali possono finire in denunce penali e provocare dei procedimenti legali. Un bambino con un cellulare va responsabilizzato."

REGOLA 6: non si leggono i messaggi di nascosto ma si chiede di leggerli insieme

Guardare o non guardare il telefono di nascosto dai figli? “No” risponde Michele Facci “la privacy va rispettata,piuttosto che sbirciare i loro messaggi è meglio chiederlo apertamente: 'vediamo insieme i tuoi messaggi? Mi fai vedere cosa scrivono i tuoi amici? Così gli insegnerete ad avere fiducia in voi.
Se costruiamo fin da subito un buon rapporto con i nostri figli, quando saranno adolescenti (e chiaramente non gli potremo chiedere di farci vedere i loro messaggini), saranno più consapevoli del mezzo, più sicuri nel caso di problemi e più disposti a parlarne ai genitori".

REGOLA 7: almeno fino a 12 anni il bambino va tenuto sotto controllo

Il cellulare si può dare anche prima delle medie, ma almeno fino ai 12 anni il bambino va tenuto sotto controllo. "In molti casi di adescamento di minori attraverso cellulare" spiega Facci "i genitori non sapevano niente. E quindi mai lasciare da solo un bambino con il suo telefono, ma sempre cercare con lui ogni occasione di condivisione del suo mondo digitale.

REGOLA 8: mamma e papà devono dare il buon esempio, almeno nel tempo dedicato ai figli

"Chiaramente i genitori sono il modello esemplare, queste regole non valgono se poi la mamma sta sempre al telefono. Il genitore, soprattutto nel tempo dedicato ai figli deve rinunciare al cellulare. Ad esempio non vale portare i bambini al parco e poi stare tutto il tempo a messaggiare o a telefonare.

REGOLA 9: lo smartphone distrae. Fare un patto durante i compiti

Quando un bambino fa i compiti può essere molto distratto dal cellulare. "Il cellulare mentre si fanno i compiti è una distrazione, come lo era la televisione qualche anno fa. Inutile vietarlo a priori, il bambino lo può tenere vicino a patto che lo controlli solo ogni tanto e non ogni tre minuti.Anche in questo caso ricorrere a un patto educativo con il bambino è la strada migliore.

REGOLA 10: Insegnare ai bambini a esprimere le emozioni non soltanto con emoticon

I bambini preferiscono di gran lunga esprimersi attraverso i messaggini piuttosto che a voce. Più facile mandare una faccina contenta che dire a un amico di essere contento. "I messaggi sono più tutelanti, ma è nostro compito anche educare alle emozioni, insegnare ai bambini ad esprimere le proprie emozioni in modo completo.Inoltre i nativi digitali devono avere il diritto ad usare tutti i sensi, a giocare e a sviluppare la manualità".#EK